orlandoL’omofobia uccide. Che sia stato un semplice bacio gay a scatenare la follia omicida in Florida o un atto terroristico organizzato, resta il dramma di una comunità, quella Lgbt, che è stata colpita in modo crudele.
Proprio a Pordenone ci fu “lo scandalo” di un bacio omosessuale, quello della campagna Arcigay del 2010, a scuotere le nostre coscienze e far maturare in noi, fra contraddizioni e confronti, la convinzione che “i diritti gay sono diritti umani, i diritti umani sono diritti gay” come affermato proprio dal Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, l’anno successivo.
Pordenone, che con l’America vanta un particolare rapporto d’amicizia, ha fatto tesoro di quelle esperienze e oggi voglio portare la solidarietà di tutta la nostra coalizione alla comunità Lgbt, colpita proprio nel mese delle celebrazioni internazionali contro l’omotransfobia.

Eppure, ancora oggi, nella nostra città e nella nostra regione dobbiamo sentire temi omofobi in campagna elettorale, sindaci pronti a violare leggi dello Stato pur di negare i diritti alle coppie omosessuali, politici illustri insinuare che la piaga dell’omofobia, che solo in Florida ha ucciso 50 persone, sia in realtà “lo spot dell’omosessualità”.

A chi, solo pochi giorni fa, condiva la propria campagna elettorale triestina con parole come “culattoni” e altre frasi irripetibili, diciamo che è proprio “l’omofobia delle persone per bene” a giustificare l’intolleranza. Assumiamoci tutti la responsabilità di fermare l’omofobia partendo da noi stessi.

No all’omofobia, da Orlando a Trieste