passaportoDesidero per prima cosa far notare che da almeno quattro anni il fenomeno dell’immigrazione regolare verso la nostra città e la provincia, è in calo.
Gli immigrati che erano venuti a Pordenone e nel territorio nei primi dieci anni di questo secolo diminuiscono in modo evidente. Le statistiche registrano questo fenomeno, che ci apparirebbe più rilevante se le famiglie che partono segnalassero l’abbandono dell’indirizzo di residenza con tempestività.
Anche quanti giungono a diventare cittadini italiani, in molti casi, approfittano del nuovo status comunitario per andare verso altri paesi. Se ne vanno da Pordenone perché non c’è lavoro per loro e in genere non ce n’è neppure per gli autoctoni, in particolare per i giovani.
Quindi è chiaro, a mio avviso, che non ci sono le condizioni per ospitare nuovi ed ulteriori immigrati per lavoro, perché l’economia locale non offre loro vere occasioni di impiego.

 
Non ha senso dunque l’autorizzazione di nuovi arrivi di immigrati regolari per lavoro nel Pordenonese, che si tradurrebbero immediatamente in domande di assistenza. Chiedo al Governo una costante azione di dissuasione dell’immigrazione verso l’Italia di quanti sperano di trovare qui lavoro, semplicemente perché oggi non ce n’è.
È evidente, inoltre, che i fenomeni migratori sono molto più complessi e che arrivano in Europa, ogni giorno, anche migliaia di persone in modo irregolare. Molti fra questi fuggono da guerre, sia civili che tribali e religiose, in particolare nel mondo islamico, fra sunniti e sciiti. E’ umano che scappino da tanta delirante violenza, chi non lo farebbe? È ovvio che questa volontà di sfuggire a morte e violenza può essere compresa.

 
Ciò che a mio avviso deve però essere ben accertato dalle forze dell’ordine, è la differenza fra chi chiede asilo (e ne ha fondati motivi) e chi giunge da situazioni relativamente tranquille ma povere e viene qui esclusivamente per motivi economici. Questi secondi, oggi, non possono essere accolti e vanno rimandati nei loro paesi.
Chi invece ha validi motivi per essere accolto può fermarsi, nelle forme consentire dalle nostre leggi e rispettandole. Anche quanti, fra costoro, pur conoscendole non rispettano le nostre leggi, a mio avviso se ne devono tornare al paese da cui provengono.

 
Insomma: esistono regole, sono chiare, vanno rispettate. L’accoglienza oggi, in questa condizione economica, deve essere riservata solo a chi davvero fugge da teatri di guerra e da feroci dittature.
Ma anche costoro, una volta accolti, non possono diventare un peso morto per le nostre società. Occorre da subito indirizzarli alla formazione professionale e allo studio, perché se restano devono guadagnarsi il pane, come tutti.
Spetta alle forze di polizia un compito importante: capire le persone e le loro storie ed accertare le loro reali condizioni.

 
Sono molto grata alle istituzioni ed alle forze dell’ordine per il lavoro straordinario che stanno svolgendo. Allo stesso modo ringrazio le organizzazioni del volontariato, sia religioso che laico, e della cooperazione sociale, che si sono fatte carico di molte persone in questi mesi con il progetto di distribuirli sul territorio e di non creare ghetti, tanto che della presenza di alcune centinaia di persone, nella maggior parte dei casi, nessuno si accorge e non sono sorti problemi. Con l’apertura dell’hub nella Caserma Monti confido siano gestiti al meglio anche i casi di emergenza, come quelli che hanno interessato la Fiera Vecchia negli ultimi giorni.

Immigrazione e profughi: serve rispettare le regole
  • Enrico Del Fabbro

    Votero’ Daniela Giust perche’ mi aspetto una amministrazione attenta alle persone e non solo una gestione di risorse