pencil-918449_960_720Uno dei punti centrali per la città di domani è la scuola. La coalizione di Centrosinistra mette l’istruzione in prima linea, perché è qui che crescono i pordenonesi del futuro, e da qui deve partire uno sviluppo di competenze al servizio di un territorio dove il fare impresa ha bisogno di nuove professionalità.

C’è bisogno di scuole sicure, calde e calorose, ben tenute, dove i bambini e i ragazzi possano crescere e formarsi in un ambiente sano.

Chiederemo ai genitori di essere protagonisti anche delle manutenzioni, offrendo l’opportunità di scambiare lavoro con le rette e i contributi scolastici, oppure di concretizzare quel principio di sussidiarietà che avrà largo spazio nel nostro concetto di amministrazione: i beni comuni vanno tutelati insieme, in collaborazione reciproca cittadino-amministrazione.

La nascita dell’UTI Noncello e il trasferimento delle funzioni dalla Provincia all’Unione dei Comuni comporta una riorganizzazione della gestione delle scuole. Per questo favoriremo la creazione di un Consorzio-rete fra le scuole superiori: per una gestione integrata delle politiche scolastiche, per organizzare al meglio l’aggiornamento dei docenti, lo sviluppo delle tecnologie informatiche, ma anche per un coordinamento continuo con gli enti locali, la Regione, le associazioni.

L’alternanza scuola-lavoro dovrà consolidarsi come pratica di ciascun Istituto, in raccordo con le Associazioni di categoria nell’ambito di un protocollo che faciliti l’organizzazione di un’attività altamente motivante, e necessaria per facilitare il raccordo delle scuole con il mondo del lavoro.

In questo senso le scuole dovranno avere un forte legame con le aziende, il Consorzio Universitario e il Polo Tecnologico, in modo da incentivare nei giovani atteggiamenti e progetti di innovazione.

Attiveremo una sperimentazione di scuola bilingue (italiano-inglese) dal nido all’Università.

Sarà, per tutti, una scuola collegata nei diversi cicli di studio con le attività culturali che si svolgono in città e nel territorio, in primo luogo coi musei e il teatro: una scuola aperta all’esterno, che considera l’aula scolastica come uno dei luoghi di apprendimento, non più l’unico! Servirà anche a conoscere la storia e le risorse della città e del territorio. Insomma una scuola attiva e laboratoriale.

Il merito sarà un valore a cui presteremo grande attenzione, perché se è vero che la scuola che amiamo è quella dove c’è grande attenzione per tutti, è altrettanto vero che alle volte i più bravi non trovano l’ambiente adatto per far esplodere le loro capacità.

Sappiamo bene che oggi per tanti bambini e adolescenti è complicato stare a scuola: perché scattano la derisione, il rifiuto, l’isolamento. E allora, se da un lato è necessario rafforzare la reazione psicologica dei nostri alunni, dall’altro è evidente che non si può in nessun modo far finta di niente. I programmi scolastici si devono fermare se ci sono sofferenze, e i docenti con le loro competenze sapranno dare il giusto peso a tutto ciò che suona come difficoltà e disagio.

Sul tema del bullismo, abbiamo già sottolineato la necessità di uno sforzo coordinato tra tutte le realtà cittadine, per dare una risposta veloce e concreta ai ragazzi. Una risposta che deve passare necessariamente da scuola, famiglia, amministrazione e associazioni. Tre realtà che hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei cittadini.

Scuola, partire da qui per creare la Pordenone di domani
  • Michele Casella

    La scuola è pubblica! Non esistono rette e contributi obbligatori da pagare! Non è compito del sindaco organizzare il volontariato e neppure interessarsi delle scelte didattiche. Un sindaco amministra e fornisce servizi.